Adattarsi o rifiutare il cambiamento?

Adattarsi o rifiutare il cambiamento?

"Vi auguro di cuore di assaporare il piacere della scoperta,
e ricordate sempre: spostatevi con il formaggio!"

Ken Blanchard

Spesso le metafore sono capaci di far passare messaggi importanti meglio della miglior spiegazione tecnica. Per questo è stato interessante leggere assieme il libro "Chi ha rubato il mio formaggio" di Spencer Johnson, che è diventato un piccolo cult tra i nostri collaboratori, che se lo sono passati di mano in mano negli ultimi mesi.

Di per sé, la storia è molto semplice, come recita persino la piccola prefazione al testo: "Chi ha spostato il mio formaggio è un libro scritto per tutte le età, la storia si legge in un'ora, ma il suo messaggio dura tutta la vita". È in effetti un libro breve che si può concludere in pochissimo tempo, ma a nostro parere va letto e riletto per coglierne ogni volta maggior significato e spunti di riflessione.

Dietro la buffa storia di gnomi e topolini alla ricerca del formaggio perduto dentro ad un grande labirinto, si cela la realtà della vita nella crescita umana e professionale. Il formaggio perduto può essere qualsiasi cosa: il mondo che cambia, la crisi economica, il mutare di un rapporto e così via.

Anche il concetto di trovare il formaggio (quello che desideriamo), sederci e consumarlo senza farne scorta oppure cercarne dell'altro per integrare quello che si è ottenuto, è un insegnamento importante, da tenere sempre a mente.

I 4 protagonisti interpretano, attraverso i loro caratteri stereotipati e resi con nomi quali ad esempio "tentenna" o "ridolino", i diversi modi in cui possiamo affrontare questi cambiamenti. Possiamo rimanere titubanti, paurosi, legati alla nostra comfort zone oppure scrollarci il torpore e metterci in gioco, imparando a ridere dei nostri timori e seguendo la strada del cambiamento e della crescita continua.

Ognuno di noi ha una propria concezione personale della natura del "Formaggio", ma tutti aspiriamo a possederlo, perché siamo convinti che abbia il potere di procurarci la felicità. Quando riusciamo a ottenerlo, spesso ne diventiamo fortemente dipendenti, e quando, invece, lo perdiamo o ci viene sottratto, ne rimaniamo sconvolti.

Il "Labirinto" della storia rappresenta invece il luogo in cui passiamo il nostro tempo alla ricerca dell'oggetto del nostro desiderio.

Ma, come tutti noi sappiamo, vivere in uno stato di continua turbolenza, sballottati da continui cambiamenti nel lavoro e nella vita quotidiana, può risultare alquanto stressante, a meno che non si possieda una visione del cambiamento atta a comprenderlo e accettarlo.

Occorre accogliere nella nostra vita una certa dose di rischio e di avventura. Se siamo disposti a vivere così, il cambiamento perde il suo aspetto tremendo, anzi, chi va avanti crea intenzionalmente il cambiamento perché in quel momento il mondo non è come lo vorrebbe.

Quello che scoprono i protagonisti è che vincere le nostre paure ci rende liberi. Paradossalmente, chi è continuamente alla ricerca della sicurezza è tormentato dall’idea di poterla perdere. Essere preparati al cambiamento diventa oggi inevitabile nel lavoro e nella vita personale. Chi dà per scontato la tranquillità di una esistenza soddisfacente si trova prima o poi impreparato all’inevitabile trasformazione economica, personale e sociale.

Il successo, ovvero il nuovo formaggio, è sempre a nostra disposizione, il suo raggiungimento dipende solo dal nostro atteggiamento mentale e dalla convinzione e determinazione che impiegheremo ogni giorno.

 

Alberto Massaiu e Laura Sanna