Booksharing, diffondiamo il piacere della lettura!

Booksharing, diffondiamo il piacere della lettura!

La cura della sala d’attesa è essenziale nel nostro lavoro. Una sala d’attesa bella e accogliente è uno dei migliori biglietti da visita per la nostra professionalità e attenzione. In più ci permette di mettere subito a loro agio i pazienti, soprattutto se hanno in giornata un trattamento lungo e impegnativo.

Per questa ragione abbiamo sempre dedicato una gran cura nella sua gestione, dalla predisposizione dell’angolo bimbi fino alla scelta dei quadri e delle riviste da lasciare a disposizione dei pazienti.

E’ proprio in questo contesto che abbiamo deciso di introdurre una nuova interessante iniziativa in studio, il booksharing!

Ma che cos’è il booksharing?

Il suo cuore è la condivisione - da “to share” ovvero “condividere” – di libri, in modo da stimolare la lettura nelle persone e, di conseguenza, anche il circolo di pensieri, emozioni, ideeriflessioni con tutti.

Nella nostra epoca digitale, sempre più rapida, interattiva ma povera di tempo, sembra che i libri siano destinati ad un uso sempre più di nicchia. Eppure il libro è un qualcosa di straordinario, dato che racchiude in sé la capacità di schiudere il nostro cuore e la nostra mente in un modo che nessun computer o altro mezzo di comunicazione o intrattenimento potrà mai fare.

studiare

Non tutti lo sanno ma fu proprio la lettura a migliorare la condizione dei popoli nordici nel XVI secolo, quando la Bibbia venne tradotta dal latino – lingua della Chiesa, della nobiltà e di pochi intellettuali – alle lingue nazionali come il tedesco, l’inglese, lo svedese. Per la prima volta anche uomini comuni iniziarono a leggere la parola di Dio - riflettendoci sopra individualmente, senza più intermediari - e crearono un bacino di persone sempre più ampio capace poi di leggere pamphlet, saggi, riviste e giornali, stimolando esponenzialmente la crescita della stampa a caratteri mobili, vero motore di diffusione di testi in tutta Europa. La lettura è libertà, proprio perché permette di far circolare le idee e, allo stesso tempo, da al nostro pensiero un più ampio respiro – diversamente da internet, che è tanto rapido nel far circolare le informazioni ma non è altrettanto clemente nel darci il tempo di processarle -.

La lettura aiuta a migliorare il proprio lessico, ad apprendere nozioni nuove e ad approfondire quello che già si sa, perciò ogni libro letto aiuta a migliorare la consapevolezza di sé stessi e la capacità di interagire con gli altri.

Eppure, ora che viviamo in un mondo dove i centri commerciali ci riforniscono in abbondanza di tutto, abbiamo una carenza sempre maggiore di centri di cultura come librerie pubbliche e biblioteche. I dati sulla lettura in Italia purtroppo non sono confortanti, in particolare per il nostro territorio. Secondo un'indagine ISTAT nel 2010 solo il 34,5% degli intervistati del Sud-Italia hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti.

Ecco, da quando ho letto di queste statistiche ho deciso di fare qualcosa, nel mio piccolo, per dare il mio contributo a questa titanica lotta per migliorare noi stessi. In studio, ad esempio, abbiamo inserito nei nostri giochi e attività premianti per lo staff anche la lettura di libri, ma non solo.

Da questo mese abbiamo fatto un ulteriore passo avanti con l’introduzione del booksharing, che coinvolgerà anche i nostri pazienti.

Book-Sharing in studio

Il tutto è molto semplice: abbiamo predisposto un mobile in sala d’attesa dove abbiamo messo un po’ di libri che ognuno di noi ha voluto condividere con gli altri.

Le regole sono due, chiaresemplici. Chiunque potrà prendere un libro, sfogliarlo e mettere il segno – con uno dei nostri segnalibri, dove scriverà il suo nome – per poterlo riprendere alla visita successiva. O ancora può prendere il libro e portarselo a casa, per leggerlo , ma in cambio dovrà lasciarne uno suo, in uno scambio vicendevole, con l’obiettivo di condividere emozioni attraverso le frasi di tanti scrittori.

Come disse una volta Umberto Eco “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.. perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. E tu quante vite vuoi vivere?

Giuseppe Massaiu

No Comments

Post a Reply