Come stai vivendo la tua vita?

Come stai vivendo la tua vita?

“Ridere spesso e di gusto, ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini, prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici, apprezzare la bellezza, scorgere negli altri gli aspetti positivi, lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale, sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo.”

Ralph Waldo Emerson

Chi si avvicina alla lettura di un libro dal titolo così importante - "La vita come tu la vuoi" di Claudio Belotti - forse si aspetterebbe di trovare delle verità o delle risposte. Invece questo è un libro pieno di domande. Domande sincere, dirette alle quali solo il lettore può dare risposta. Non ce n'è una univoca, ognuno di noi viene spinto a scoprire la propria. Il vero insegnamento consiste proprio in questo: imparare a cercare delle risposte alle domande più importanti della vita. Solo dialogando con noi stessi abbiamo la possibilità di scoprire ciò che desideriamo, ciò in cui crediamo veramente.

Siamo felici? Siamo soddisfatti della nostra vita? Stiamo dando il massimo? Riconosciamo di essere noi stessi gli artefici del nostro destino? Ecco, queste sono solo alcune delle riflessioni a cui il libro invita.

la-vita-come-tu-la-vuoi-libro-82363

Claudio Belotti, coach e trainer di fama internazionale, spiega qual è la strategia vincente per realizzare il nostro progetto più bello: noi stessi. Non possiamo rimandare la riflessione più importante della nostra vita, scoprire ciò che desideriamo e come possiamo realizzarlo. I nostri piani, desideri e valori sono appunto nostri, ma c’è una bellissima notizia: la realizzazione ha delle regole comuni per tutti!

Gli argomenti principali del libro sono quattro: essere, credere, fare e avere. Sono presentati in ordine logico, in quanto bisogna prima capire chi siamo e cosa desideriamo, poi avere fiducia in noi stessi e negli altri e infine, create queste basi, dobbiamo agire. Tutto il resto verrà come conseguenza e solo allora avremo ciò che abbiamo desiderato e meritato.

Essere. Per affrontare la vita con una certa progettualità e con uno spirito causativo è bene capire anzi tutto noi stessi. Tutti noi crediamo di essere spontaneamente ciò che siamo, dimenticando che in realtà siamo il risultato di tanti condizionamenti. La vita, le persone che ci circondano, la cultura del nostro paese, la televisione e le nostre stesse paure ci plasmano giorno per giorno. “Tu sei il centro di te stesso non le cose né gli obiettivi” insegna l’autore: le cose e gli obiettivi sono oggetti che cambieranno e non hanno un valore intrinseco ma solo il valore che noi decidiamo di attribuirgli.

Un’altra idea importante riguarda il tempo e la cattiva abitudine di procrastinare. Quante volte ci sarà capitato di accorgerci che solo di fronte alla fine realizziamo la velocità con cui scorre la vita e quali sono le cose importanti che la compongono? Il segreto per cogliere “l’attimo fuggente” è vivere nel presente. 

clessidra

La maggior parte di noi durante questa fase compiono un comunissimo errore, quello di credere che solo la realizzazione del nostro progetto ci renderà felici. Invece un meraviglioso consiglio che  condividiamo personalmente è quello di “scegliere” di essere felici, impegnandosi infondo ad apprezzare le gioie i successi di ogni giornata. Imparare ad essere grati anche per le cose più semplici ci aiuta ad apprezzare a pieno la vita. Il segreto che si può imparare da questo libro è quello di reagire alle difficoltà con il giusto spirito. 

Credere. Per riuscire nel nostro progetto dobbiamo fare tante cose, in primis aver fiducia, dunque credere. Credere in noi stessi, liberandoci dalle convinzioni limitanti e arricchendoci di quelle potenzianti. Nel libro c’è un bellissimo esempio che spiega come gli elefanti adulti credano di esser legati al suolo da un semplice picchetto.

La forza dell’elefante gli consentirebbe con un minimo sforzo di staccare il picchetto della loro catena e correre via. Cosa li ferma? La convinzione limitante con cui sono cresciuti, quando da piccoli la loro forza non era sufficiente a liberarsi. Anno dopo anno, senza alcun cambiamento di percezione, si sono abituati al pensiero di non potervi riuscire. Anche noi, come loro, sinché resteremo legati a convinzioni sbagliate ci limiteremo a fare ciò che riteniamo possibile.

African elephants in front of Kilimanjaro

Capire che siamo noi gli artefici del nostro destino non è cosa facile visto che in parte ne siamo spaventati. La consapevolezza di essere causa della nostra fortuna implica accettare di esserlo anche delle nostre sfortune, diventare insomma responsabili.

La teoria della causatività spiegata da Belotti parla proprio di questo, siamo noi causa dei nostri successi o insuccessi, non gli altri. Pensando alla causatività ricordo una frase che dice: “Se vorrai veramente una cosa troverai una strada; se non la vorrai davvero, una scusa”. Il lamentarsi non è mai una strategia, bisogna sempre tenerlo presente.

Interessantissimo, da questo punto di vista, è il concetto del viaggio dell'eroe, topos letterario di racconti, testi sacri, miti e film moderni. Al suo interno abbiamo un vero e proprio percorso iniziatico verso l'illuminazione, con figure e fasi prestabilite.

Ci saranno i guardiani, persone che per amore tenteranno di bloccare il protagonista, facendolo desistere dai suoi propositi di cambiamento, che lo metteranno necessariamente in pericolo. Allo stesso tempo si troveranno mentori, creature magiche e oracoli, che al contrario lo spingeranno a proseguire sulla strada che ha deciso di percorrere. Infine gli antagonisti e le difficoltà, gli ostacoli necessari per diventare da una persona comune ad un vero e proprio eroe.

king_arthur

Fare. Un momento imprescindibile per la realizzazione di un progetto è ovviamente quello dell’azione. Il presente è l’unico luogo temporale dove è possibile agire e modificare le nostre abitudini.  L’autore cita la famosissima legge dell’attrazione, secondo cui i nostri pensieri creano la nostra realtà, se si prende per vero questo segreto è possibile pensare che se ci concentriamo su ciò che vogliamo si realizzerà! Dobbiamo ricordarci però non solo di pensare positivo ma di essere positivi, dunque impegnarci con azioni positive, non solo limitarci a pensare belle cose che vorremmo accadessero.

Al pensiero, per quanto bello e affascinante, dobbiamo far seguire sempre delle azioni, se no non otterremo mai nulla. Mai fasi scoraggiare dalle prime difficoltà e imprevisti, in verità sono stati messi là dall'universo per testare la nostra determinazione.

Una volta superati saremo più forti e, come il nostro eroe, più consapevoli. Non scoraggiarsi mai! Perché le nostre azioni ci portino ai risultati desiderati non dobbiamo pensare che sia sufficiente fare ma dobbiamo agire con impegno e avere autodisciplina.

Avere. Solo alla fine del libro l’autore dedica qualche pagina al concetto finale quello dell’avere. Molte persone oggi pensano che la felicità dipenda dalla disponibilità economica, dalla ricchezza o dal possesso. L’avere spesso supera l’essere, in realtà molti di noi non sanno, come ci rivela l’autore, che la quantità del denaro che si possiede, superata una determinata soglia, non incide in alcun modo sulla felicità. Per apprezzare ciò che si è guadagnato dovremo piuttosto spendere nel modo giusto.

Come-si-sviluppa-la-conoscenza-in-azienda

Forse l'emozione più bella che questo libro ci può regalare è quella della fiducia. Leggendolo si avverte una grande fiducia del coach verso i suoi allievi o lettori, ed è proprio nella fiducia in noi stessi e negli altri che dovremo investire per poter vincere nella vita! Ricordiamoci sempre che per migliorare il mondo che ci circonda è prima necessario partire dal miglioramento di noi stessi.

Giuseppe Massaiu e Maria Corazza

“Viviamo in un mondo logico, che segue le leggi di causa ed effetto, ma la felicità nasce da emozioni che non seguono le regole aristoteliche”

“Dovremmo seguire il consiglio degli induisti: scappare da chi dice di avere la verità e correre al fianco di chi la sta cercando”

“Se sei riuscito a fare anche solo un piccolo passo, allora puoi fare tutto il percorso” Campbell

“Tutti sbagliamo, i campioni sanno come sbagliare meglio degli altri” John McEnroe

“La felicità si misura in quanto si sta bene quando non succede nulla”

 

No Comments

Post a Reply