Creare alleanze: la lezione di Napoleone

Creare alleanze: la lezione di Napoleone

In questi ultimi mesi siamo stati impegnati a girare da una parte all’altra del paese, organizzando corsi, seminari, incontri di vario tipo da Bologna alla Sicilia, dal Veneto a Milano, per concludere con il grande evento del sabato appena passato, organizzato in partnership con Mab&Co. e Confindustria Centro-Nord Sardegna.

Tra le tante lezioni imparate, c’è ne è una in particolare che volevo condividere con voi, perché è stata un po’ il filo conduttore di tutta questa dinamica attività: il creare una rete di alleanze.

Per introdurre il mio punto voglio richiamarmi come mio solito alla storia, citandovi piccolo un aneddoto.

Nel 1812, poco prima della disastrosa campagna di Russia, Napoleone e il suo Impero Francese erano al picco della potenza. Solo e incontrastato in tutto il continente europeo, dominava Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Spagna, buona parte dell’Italia, della Germania e della Polonia, più sezioni dei Balcani e varie colonie sparse nel mondo.

Dal 1796 Bonaparte aveva collezionato vittorie su vittorie a Lodi, Arcole, Rivoli, Marengo, Austerlitz, Jena, Auerstedt, Friedland e infine Wagram. Le sue vittime erano state tutte le potenze europee, che alla fine avevano dovuto riconoscere il suo predominio.

Il riconoscimento, però, fu temporaneo. Una tregua per leccarsi le ferite e prepararsi ad una possibile riscossa. Napoleone, però, si trovava in una posizione di forza tale che avrebbe potuto concordare un assetto continentale stabile, che gli avrebbe garantito l’egemonia sull’Europa negli anni a venire.

Al contrario, invece, non cercò partner di rilievo, ma preferì circondarsi di soli vassalli o alleati minori, rimanendo sostanzialmente in fredda ostilità con tutte le altre grandi potenze. Questa superbia, il non volere trattare da parigrado l’imperatore d’Austria o lo zar di Russia, imponendo loro di fare la guerra economica alla Gran Bretagna, sua unica nemica rimasta in piedi, precluse ogni possibilità di pace generale e definitiva.

Nel 1812, invece che accordarsi con lo zar, decise di invadere il suo paese con una spettacolare e ambiziosa operazione che coinvolse 600.000 soldati in uno dei più grandi disastri militari della storia, da cui meno di un uomo su sei tornò vivo in territorio francese.

Indebolito dalla catastrofe, Napoleone vide crollare in pochi mesi il lavoro realizzato in quasi vent’anni di campagne e conquiste. Si formò la Sesta Coalizione, un’alleanza che univa Gran Bretagna, Russia, Austria, Prussia, Svezia, Spagna, Portogallo, Sicilia, Sardegna, a cui si aggiunsero diversi ex vassalli francesi, pronti a passare sul carro dei probabili vincitori.

Questa combinazione portò gli eserciti combinati a oltre 1.200.000 uomini, contro gli appena 400.000 francesi. Nonostante le vittorie tattiche e strategiche del grande comandante, alla fine i numeri avversi lo portarono alla sconfitta di Lipsia nel 1813 e alla caduta del suo regime l’anno dopo, conseguente all’invasione della stessa Francia.

Cosa voglio evidenziare con questa storia?

 

  • Napoleone era il più talentuoso, geniale generale del suo tempo
  • Gli altri ci misero un sacco di tempo (e di batoste) a capirlo. Ma alla fine lo fecero, e si prepararono di conseguenza
  • Napoleone era fin troppo consapevole della sua superiorità individuale, tanto da pensare di poter fare tutto da solo, con solo sudditi e vassalli invece che alleati
  • Questo fatto lo portò ad essere isolato nel momento di massima crisi
  • Gli alleati giusti, coltivati nel tempo, permettono di superare ogni avversità e prevalere, persino contro un colosso geniale come Napoleone.

 

Questo è quindi l’insegnamento che vorrei faceste vostro: non siete una monade che deve sopravvivere, qualsiasi sia la vostra attività o professione, da sola.

Nel mondo sempre più interconnesso e globalizzato, è bene curare e sviluppare un network di partner, alleati e collaborazioni del nostro stesso livello e, anzi, persino migliori di noi, in modo che ci stimolino e aiutino a crescere e prosperare.

Uniti, ci si rafforza e sviluppa. Da soli, si perde la strada e ci si ferma.

 

AM

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