I principi del marketing 2.0

I principi del marketing 2.0

Il marketing non è una scienza esatta. Chiunque vi dica che questo si può imbrigliare, pianificando le azioni e prevedendo scientificamente i risultati vi sta prendendo in giro, o peggio…

Le regole di questa disciplina seguono la stessa filosofia del Codice dei pirati Morgan e Bartholomew citato nel film Pirati dei Caraibi: “il codice è più che altro una sorta di traccia, piuttosto che un vero regolamento”. Il marketing attuale, non convenzionale, social e virale si deve ispirare proprio a queste parole.

Le PMI o le start up non possono competere con i mezzi finanziari di una grande azienda, una multinazionale o una catena di franchising, esattamente come i piccoli e agili vascelli pirata non potevano competere con la Royal Navy inglese.

Per questo i pirati adottarono una tecnica di guerriglia, mordi e fuggi, dove attaccavano sfruttando la sorpresa, evitando il confronto frontale. Allo stesso modo bisogna operare nella propria attività promozionale moderna. I mezzi, d’altro canto, ci sono, bisogna solo conoscerli e utilizzarli al meglio.

Smettiamola di fare volantinaggio e vedere la propria faccia schiacciata dalla gente per strada, o tappezzare le vie di cartelloni a cui uno bada solo di sfuggita mentre si sposta nel traffico, o inserire un riquadro nel quotidiano che… verrà usato a fine giornata per incartare le uova.

Il vero futuro comunicativo è un altro, sempre più incentrato sui social networks, è questo il destino del marketing. Sarà nel web che combatteremo la nostra battaglia, nella comunità digitale. Quasi un italiano su due ha Facebook e il 40% della popolazione terrestre (3 miliardi circa) accede almeno una volta al giorno ad internet. I giornali più lungimiranti l’hanno ormai capito, ecco perché tengono pagine online, profili Twitter e Facebook, canali video dedicati e tanto altro.

Queste sono solo alcune delle linee guida per iniziare ad orientarvi nel vasto mondo virtuale in continua evoluzione. Ricordate, non sono dogmi di fede, ma vanno interpretati alla luce delle circostanze, del messaggio che volete spedire, del vostro approccio personale.

  • Progettate la viralità.

Bisogna pensare, fin da subito, cosa può piacere al nostro pubblico. Pensando ad uno studio dentistico, ad esempio, cosa ci chiedono più spesso i pazienti? Quali sono le loro curiosità che possiamo soddisfare con un articolo, un post o un video?

  • Non puntate subito a chiudere, bisogna prima coltivare i rapporti.

Sui social chi cerca ansiosamente di chiudere la persona che si mostra interessata rischia di bruciarsi. Non siate avidi e non abbiate fretta. Pensate ad un primo appuntamento: prima dovete piacere in maniera fresca, spontanea e disinteressata, se no farete scappare chi si interessa a voi e ai vostri prodotti.

  • Non potete piacere a tutti, non siete un barattolo di Nutella.

Evitate discussioni con chi vi critica, rimanete sempre positivi, stimolate e incentivate la conversazione con i vostri fans. Create una tribù dove regnano i vostri principi e i vostri valori personali e professionali, sempre etici.

  • Curare la propria reputazione.

Il brand, ovvero il nostro marchio, si plasma nel tempo. Quali sono i valori del vostro studio dentistico, della vostra azienda? In che cosa vi identificate? Cosa ancora più importante, siete la viva testimonianza di quello che professate a parole? La reputazione è un’arma potente, ma a doppio taglio. Una volta che iniziate a costruirla, dovete lavorare in maniera rigorosa e costante per mantenerla. Immaginate di andare in un posto che vanta cortesia ed efficienza e poi aspettate in sala d’attesa per un’ora e mezza con appena un cenno di saluto da parte della segretaria. Quale sarà il vostro commento quando uscirete a fine appuntamento? Siate sempre coerenti con l’immagine che vi state creando nel mondo!

  • Cercate il vostro senso nella società e nel territorio in cui vivete.

Non vivete in una bolla spazio-temporale, siete parte di una realtà più grande con cui dovete interagire in maniera positiva. Avete dei progetti sociali, di beneficienza, culturali che sponsorizzate? Quanto vi impegnate come persone, ma anche come azienda, a migliorare l’ambiente che vi circonda? Ricordate che è quest’ultimo il luogo da cui arrivano i vostri pazienti o clienti, perciò curatelo!

Iniziate a riflettere su queste cose, vi sorprenderete delle risposte che troverete. Se poi volete mettere in pratica questi principi o avete bisogno di ulteriori consigli noi siamo qua a vostra disposizione.

Buon lavoro.

Giuseppe Massaiu e Alberto Massaiu

 

 

 

 

 

 

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