La Forza della Causatività

La Forza della Causatività

La causatività è una vera forza della natura. È una delle poche cose che, quando viene sposata pienamente, con tutto se stessi, cambia radicalmente la vita di chi lo fa. Allo stesso tempo è un concetto molto difficile da fare proprio, per quanto sia incredibilmente semplice, quasi banale.

Vorrei spiegarla con alcune domande, alle quali vorrei che rispondeste il più sinceramente possibile.

Quante volte avete detto che siete arrivati tardi a lavoro, a casa o ad un appuntamento per colpa del traffico? Ancora, quante volte avete detto che non potete fare qualcosa perché siete trattenuti da chissà quali obblighi? Infine, quante volte vi siete lamentati di essere stati sfortunati nel lavoro, in amore o a scuola?

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Ecco, in tutti questi casi non siete stati causativi.

Siete arrivati in ritardo perché, trattando superficialmente o l’appuntamento o il volume di traffico, siete usciti tardi da casa. Non fate qualcosa perché avete paura di farla, non perché c’è una persona o una questione che vi trattiene. Non siete stati sfortunati - la sfortuna non esiste - bensì non eravate preparati, organizzati, disposti a sforzarvi maggiormente per conseguire il risultato che agognavate.

Ecco, la causatività è proprio questo.

Cambiare la prospettiva della causa dei propri fallimenti.

La persona causativa sa che se qualcosa non va bene ... è sua la responsabilità, non di qualcun altro o di qualcos’altro.

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La causatività è quindi la consapevolezza di essere la causa primaria dell’indirizzo della propria vita, non l’effetto di una serie di circostanze che non dipendono da noi, non il risultato di qualcosa di esterno.

Essere causativi significa avere piena consapevolezza del fatto che noi siamo gli artefici e i registi della nostra vita.

La causatività è alla base del principio di responsabilità e richiede coraggio, senso del dovere e forza di volontà. Come potete vedere il concetto, di per sé, è semplice e anche molto bello.

La vera difficoltà sta nel farlo proprio, applicandolo giorno dopo giorno nella nostra vita.

Se vuoi essere causativo non dovrai più dire “È stata colpa di…”, ma ti dovrai assumere un grande peso sulle spalle. Niente più atteggiamenti a scarica-barile, niente più facili rimproveri agli altri, o auto-giustificazioni e vita passiva “… Intanto non ci si può fare nulla…”.

Nessuno dice che sia facile. Già la sola consapevolezza causativa è un immenso passo in avanti, ma il vero balzo – per usare le parole dell’astronauta Neil Armstrong – avverrà nel momento in cui si agirà in modo causativo.

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La causatività è la vera caratteristica dei leader, che si fa carico dei problemi e mancanze degli altri. I veri leader non perdono tempo a recriminare sul classico latte versato, ma si prodigano per riempire di nuovo la bottiglia. Non giudicano, ma aiutano chi sbaglia. Fanno crescere le persone, invece che involvere a causa delle critiche.

Solo che noi non veniamo preparati alla causatività. Il modello educativo italiano si basa sulla filosofia del rimprovero (con questo non voglio dire che un rimprovero o uno scappellotto, di tanto in tanto, non serva, ovviamente), della valutazione critica da parte dell’insegnante, del far notare gli errori e non i meriti, nell’ottica distorta del “Così vedrai che non lo fai più!”.

Lasciatemi affermare che questo è un atteggiamento  castrante. Blocca sul nascere l’iniziativa e la creatività del singolo, creando tante marionette irreggimentate oppure dei giovani che rigettano ogni autorità o responsabilità, sbandando le loro vite (cosa molto comune ai nostri tempi).

Arriviamo quindi all’ultimo punto di questo articolo. La causatività – tenetevi forte che questo è un concetto contro-intuitivo! – nasce proprio dal fatto che dobbiamo avere la possibilità di,  sbagliare in piena autonomia, sopratutto da piccoli.

Se si viene bene educati (o formati, se parliamo di lavoro), se ci viene data fiducia e sostegno, fare qualche sbaglio è terapeutico. È una cosa che ci fa crescere, perché ci sentiremo in dovere di rimediare all’errore che noi soli abbiamo fatto, è un problema di assunzione di responsabilità.

Ecco lo schema:

1 siamo liberi di scegliere

2 non possiamo incolpare nessuno del nostro errore

3 tocca a noi sbrogliare la matassa e trovare una soluzione

4 sviluppiamo causatività.

Quindi ecco la linea guida per allenare la causatività: bisogna sentirsi responsabili di tutto quello che avviene intorno a noi, anche se a prima vista sembra non essere colpa nostra. Non è facile, ma si può fare, ve lo posso assicurare per esperienza personale.

Vi garantisco anche che è un qualcosa che dà grandi soddisfazioni, perché avrete la soddisfazione che la vostra vita e i vostri risultati dipendono solo da voi e dal vostro impegno.

Giuseppe Massaiu

 

 

 

 

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